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lunedì 7 marzo 2011

Un discorso attuale a 61 anni di distanza: Calamandrei e la scuola pubblica


Già un anno fa sul facebook girava il discorso di Calamandrei, ora torna d'attualità o forse, giustamente, ogni tanto si deve tornare su argomenti importanti per poter ricordare che siamo vivi e che abbiamo il dovere di reagire.
Calamandrei diceva:"
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

Sembrano parole dette qualche giorno fa e invece è un discorso del 1950 pronunciato a Roma durante il III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale.


Credo non ci sia bisogno di commenti aggiuntivi, solo vi invito a leggere quello che ha detto il premier la scorsa settimana sulla scuola pubblica e quello che è uscito oggi sui giornali sul taglio di 20.000 cattedre. Mi chiedo sinceramente perché chi ha studiato e ha scelto la professione dell'insegnante, ha lottato per raggiungerla, con concorsi e quant'altro debba essere ridicolizzato, insultato e messo alla fame. Accusato di inculcare valori contrari alla morale in quanto insegnante in una scuola pubblica da chi, rappresentante del governo italiano, dovrebbe difendere proprio il ruolo dello stato nell'educazione della popolazione, mentre si preoccupa solo di aumentare il proprio conto in banca e di diminuire la cultura per poter portare a termine i propri disegni di onnipotenza. Negli ultimi anni sono diminuiti gli studenti che frequentano l'ora di religione, ma chissà come mai gli unici insegnanti ad avere aumenti di stipendio, contratto certo e addirittura ad aumentare di numero sono proprio quelli di religione. Visto l'andazzo non mi stupirei che venisse cambiato il primo articolo della costituzione in:"L'Italia è una dittatura fondata sulla religione", molto più descrittivo della situazione attuale!

martedì 15 febbraio 2011

Tre radical chic per salvare l'Italia


Non me la sento di illudermi, di sperare che il 6 aprile il premier vada veramente davanti ai giudici. Secondo me sta facendo il pieno sull'aereo di stato e chiamando il suo socio Gheddafi per una visita ufficiale nel suo harem.
Alla fine noi di sinistra ci siamo illusi troppe volte che finisse questo "regno" e ogni volta abbiamo subito la sconfitta. A furia di assegni e bustarelle, ma lui è ricco, lui può. Purtroppo molti non capiscono che non solo le donne sono state umiliate da questo comportamento, la cultura italiana ne fa le spese.
Una cretinata, che però mi ha dato il segno di quanto stia degenerando l'immagine della donna. Su facebook c'è la possibilità di giocare a poker, gratis, online con altra gente. La sera prima di dormire non mi dispiace entrare e fare qualche mano, giusto per spegnere il cervello. Più di una volta, nonostante l'orario spesso quasi "notturno" trovo al tavolo ragazzini di 10/12 anni. Già la cosa mi stupisce, dato che in primo luogo se sono lì hanno un account loro, poi... ma i genitori li vedono? Lasciano che stiano on line anche di notte? Non se ne rendono conto? Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è che sono di una maleducazione pazzesca, partono all'attacco e di norma tendono ad offendere le donne al tavolo. Se sono più di uno si aggregano, dando alle donne delle prostitute (usando spesso termini che io alla loro età non sapevo) e agli uomini dei disoccupati falliti. Se gli si dice di andare a dormire che devono andare scuola, dicono che tanto la scuola non serve a nulla, che le insegnanti sono delle fallite da prendere per i fondelli, cosa che fanno con estrema facilità. Le ragazzine poi sono assurdamente ignoranti. La loro massima aspirazione è fare le estetiste. La maggior parte nonostante l'età spesso preadolescenziale ha fotografie provocanti, truccate pesantemente e se spinte a dare i propri dati personali lo fa, senza nessun problema dice nome, cognome e città di provenienza, se messe in guardia sul pericolo reagiscono come i loro colleghi maschi: offendendo a più non posso, in quanto loro sanno cosa fanno, noi adulti siamo solo dei falliti senza futuro. Forse io esagero, forse sono allarmista, ma sono convinta che questo è il frutto della politica di Berlusconi.
Ora non posso fare altro che sperare che il 6 aprile le tre donne chiamate e giudicare il signor premier siano delle radical chic, come ci ha gentilmente definito la Gelmini domenica scorsa, che non si pieghino al ricatto o alle eventuali bustarelle, che cada finalmente questo governo e che l'Italia possa finalmente rialzarsi e avere la dignità di guardare all'Europa con l'onore che abbiamo avuto per migliaia di anni e che in 17anni abbiamo perso per colpa di chi ha buttato alle ortiche una cultura forte e sana per poter fare i propri porci comodi.

mercoledì 19 gennaio 2011

Sdoganare la prostituzione per una vecchiaia ricca di pastiglie blu


Forse siamo arrivati al capolinea, all'ultimo capitolo dell'era Berlusconi. Forse 'sta volta ha esagerato... forse! Già da mesi, anni per molti sarebbe da chiudere il libro, ma fin'ora non è stato possibile o perlomeno in un modo o nell'altro si è salvato il popò e se si salva anche questa volta forse è il caso di emigrare perché evidentemente fino a quando morirà ce lo dovremo tenere al governo. Speriamo solo non sia immortale!
Quello che mi stupisce è vedere che c'è ancora gente che lo giustifica, che accetta il suo comportamento per il conto in banca del signor premier; non si chiede come ha fatto ad arrivare dove è arrivato, non pensa a come è cambiata (casualmente) la cultura italiana negli ultimi trent'anni. Io forse sono paranoica, non lo metto in dubbio, ma sono convinta che nulla è accaduto per caso e la nascita delle reti mediaset ha coinciso con l'inizio del declino culturale. Fino ad allora la TV era stata concepita come un metodo per far crescere gli italiani, tramite trasmissioni televisive alcuni avevano addirittura imparato a leggere e scrivere. Poi nasce canale 5 e nasce l'intrattenimento basato sul sesso, ricordiamo una delle prime trasmissioni a base di sesso: "drive in". In quel momento non si poteva immaginare che fosse l'inizio della fine, era divertente e per i maschietti eccitante vedere donne discinte e disponibili in televisione, in prima serata, per tutti!!! Ma secondo me quello ha anche coinciso con la fine dei diritti acquisiti tramite le battaglie degli anni '70. Anche la libertà sessuale conquistata nel decennio precedente viene volgarizzata. La nudità che in un certo senso era stata portata verso la "normalità" torna a essere "maliziosa" e negli anni si arriva a quello che vediamo in questi giorni. Le trasmissioni televisive ormai di culturale non hanno più nulla, tranne rari casi, perlopiù ad orari impossibili. Per il resto... le donne sono ormai bambole seminude che hanno il solo compito di eccitare gli ormoni dei maschietti, solo corpo, niente cervello. Il solo scopo è intrattenere il pubblico con cose spettacolari, ma che non spingono la gente a pensare, solo a guardare e assimilare il concetto base: bisogna apparire, essere belli e disponibili. I discorsi non vertono mai su concetti, ma su sensazioni, su impulsi... e non credo proprio che sia un caso che si sia arrivati a questo: la gente così si disabitua a pensare, perde senso critico, accetta quello che gli viene proposto senza pretendere nulla e assimila il messaggio subliminale della pubblicità e ahimè, della politica.
Ricordate com'è nato il primo partito di Berlusconi? Con uno spot! Non si sapeva cosa fosse quella bandiera italiana con scritto "forza Italia", ma era ovvio che piaceva e incuriosiva. Un partito che nasce col marketing, non con concetti, idee, messaggi reali. Non era un segno?
Sono ormai due anni che periodicamente si torna sulla malattia del premier, sì sì, la chiamo malattia, perché un 75enne con una compulsività sessuale come la sua non può essere che malato! Prima Noemi e la moglie che dice appunto che è malato e lo pianta, poi la d'Addario, poi Gheddafi e le 500 escort, poi Ruby e ora di nuovo Ruby, ma con un esplosione più violenta. Che si fa? Accettiamo che continui a rappresentarci davanti al mondo? Fino a quando? Fino a che gli altri capi di stato rifiuteranno di stringerli la mano per lo schifo di pensare che probabilmente è sporca di sesso? Sia ben chiaro, non ho la fobia del sesso, non sono moralista, ma a tutto c'è un limite, certe cose si fanno a vent'anni, non a 75 e non si approfitta del proprio denaro per avere delle ventenni. Ma lui ha lavorato per questo, per essere ricco e potente e per "sdoganare" la prostituzione! Per distruggere culturalmente un paese e fare i suoi porci comodi!
Berlusconi come politico non mi sei mai piaciuto, ma adesso mi fai proprio schifo!

mercoledì 8 dicembre 2010

30 anni e piangere ancora per te! John, mi manchi!


Trent'anni sono passati, ma ancora piango per la tua morte John.
Non so cosa ricordo, so solo che per anni ho collegato la tua morte a "The long and winding road" e alla tua immagine di spalle mentre cammini con la tua falcata indossando la pelliccia "a pelo lungo". Per anni mi sono chiesta perché, perché ha fermato la tua vita? Quando mi dicevano che era per la presunta decadenza, per colpa di tua moglie, mi sono chiesta perché non avesse allora ucciso lei, Yoko Ono, la donna che ancora adesso odio, come se mi avesse rubato l'uomo che amavo.
Di parole ne hanno scritte tante e non voglio cadere nel patetico. Voglio solo dirti che ancora piango per te, come per nessun altro, John... Nessuno ha scritto canzoni che condivido come le tue e vorrei che fossi ancora qui per mettere a tacere chi violenta le tue parole, le fa sue, le interpreta senza sapere nulla di te. Conosco persone che dicono di amarti, ma se veramente ti conoscessero ti odierebbero e ti amano solo perché quel maledetto aveva una pistola carica. Perché i morti si amano perché non possono più rispondere, ribattere, incazzarsi e ferire. Perché di te conoscono solo Imagine, Woman, Give peace a chance... conoscono solo la parte positiva, non la negatività che ha fatto di te il genio che sei.
Ci manchi John, tanto!

mercoledì 1 dicembre 2010

Anche questa volta si è persa un'ottima occasione: quella del silenzio!


Due giorni fa ci ha lasciato Mario Monicelli, 95 anni, suicida. C'è chi dice lo abbia fatto perché ormai in fase terminale, chi per disperazione per la situazione culturale italiana, chi perché troppo solo. Oggi l'estremo saluto e anche in questo caso dal parlamento si è colta l'occasione per far sentire le voci discordanti di radicali e teodem, insomma l'ennesima bagarre tra pro-vita e pro-eutanasia.
Dopo le polemiche dovute all'intervento di Beppino Englaro e Mina Welby a "Vieni via con me", per l'ennesima volta i toni si alzano. Sinceramente credo che sto giro potevano anche tacere i radicali (in questo caso con la voce di Rita Bernardini) dato che si stava salutando un grande uomo di cultura, che non mi sembra avesse richiesto la "dolce morte". Ovviamente la ex-pd, teodem, catto-idiota: Paola Binetti ha dovuto vomitare sentenze contro il compianto regista e contro Englaro, che ormai viene tirato in ballo ogni qualvolta si debba parlare di vita e di morte. Insomma abbiamo perso anche questa occasione per fare una bella figura. Si pretende sempre di dire la propria opinione anche quando non è necessario, senza considerare il proprio ruolo e il fatto che i tempi della politica sono differenti da quelli della vita di tutti i giorni.
Invece di parlarne oggi, perché non è stato detto nulla quando il governo ha dato l'ennesimo schiaffo alla famiglia Englaro proclamando la giornata pro-life proprio nell'anniversario della morte di Eluana: 9 febbraio? Perché queste notizie dobbiamo scoprirle da micro-link dei giornali online, anche quelli che il premier definisce "comunisti"! Nessuno ne ha parlato di questo, eppure mi sembra molto grave e molto poco rispettoso, anzi un vero e proprio pugno nello stomaco.
Come ha detto Fabio Fazio: nessuno può essere definito pro-morte. Noi che siamo per l'eutanasia e il testamento biologico, non vogliamo uccidere nessuno, vogliamo solo che sia possibile scegliere. non obbligheremo mai nessuno a scegliere di morire, ma vorremmo che a noi fosse data la possibilità di scegliere. Ma si sa che quando si parla di qualsiasi cosa che in qualche modo tocca la religione cattolica noi non-credenti dobbiamo subire le peggio accuse e definizioni, da chi predica l'amore, ma agisce solo con odio e ben poco rispetto!

martedì 9 novembre 2010

Famiglia o prostituzione?


Che belle parole, sentite e sensate ha detto ieri Giovanardi, un uomo un scendiletto! Un uomo che non ha mai nascosto le proprie idee e spesso ha detto una caterva di minchiate! Ma fortunatamente il premier lo ha ben educato e dopo averla sparata grossa... torna sui suoi passi, che uomo!

Per ringraziare il premier per aver mandato lui al forum famiglia il buon Carlo si è sentito in dovere di difendere la libertà sessuale del suo adorato Silvio ed è stato in grado di dire: "Basta coi moralismi". Eh beh... basta! Alla fine il nano si era fatto una famiglia, bella e pubblicizzata come perfetta, peccato che la moglie si sia scocciata dei continui tradimenti del marito e abbia deciso di riprendersi la sua dignità. Alla fine cosa c'è di amorale nel guardare le belle ragazze? Lo fanno tutti! Eh, verissimo... peccato che da una parte stiate difendendo la famiglia a tutti i costi, arrivando addirittura a dire che hanno maggiori diritti le famiglie frutto di coppie sposate, dall'altra vogliate sdoganare il sesso con minorenni! Perché la libertà deve essere quella dettata dal premier? Se lui volesse liberalizzare le droghe? Caro Giovanardi, torneresti sui tuoi passi? O vogliamo nasconderci dietro un ramoscello come ormai facciamo da anni e continuare con questo teatrino mangiasoldi?


Il problema Ruby, oltre al fatto di essere una minorenne è che si sta dando un esempio veramente annichilente ai nostri figli e alle nostre figlie. Come possiamo pretendere che poi loro si comportino da esseri UMANI e non da bestie se hanno di fronte un esempio così infimo di umanità? Ci stupiamo che i ragazzi del "giorno d'oggi" si avvicinino al sesso a 12/13 anni e come potrebbe essere differente se tutto quello che vedono in televisione ha a che fare col sesso? Dai cartoni animati, alle fiction, ai film, alle trasmissioni di intrattenimento, ai telegiornali? Se l'esempio imposto è quello di maschi forti e violenti e di femmine deboli e sensuali come possiamo pretendere che poi non sfoci nel bullismo da una parte e nella prostituzione dall'altra. Quante volte noi femmine ci siamo sentite dire che siamo sedute su una fonte di guardagno che non ha pari? Peccato che quando me lo dicevano in fase adolescenziale mi sentitssi offesa, ora le ragazze lo prendono come un complimento e usano seriamente il sesso per avere una vita migliore. Io non sono moralista, ma credo che l'educazione possa portare a una maggiore libertà e non è per fare il solito vittimismo "femminista", ma è vero che chi sta maggiormente rischiando la sanità mentale sono le donne a cui viene imposto da una parte di avere una vita placida e "di famgilia" dall'altra di accettare le avances di chi può dar loro una vita migliore! Una donna di 30/40 anni può avere la testa per capire che è solo un modo per umiliarci sempre di più e di rinchiuderci in casa o nei bordelli d'alto borgo, ma dobbiamo fare qualcosa per difendere chi ancora non è in grado di ragionare ed essere più forte di questa classe dirigente maschilista e sfruttatrice. E' vero che ci sono altri problemi da tenere in considerazione, ma la deriva culturale della nostra amata Italia DEVE essere un punto chiave della rinascita!

lunedì 1 novembre 2010

Vergogna blu


La top news di questi giorni: il premier salva una povera marocchina dalla comunità.
Peccato che la poverina sia una tipica ragazza da copertina e come al solito il caro primo ministro fa la figura dell'imbecille con le sue bugie da sedicenne in calore. Va bene: a lui piacciono le donne, ce lo ha detto e ripetuto alla nausea, ma ormai il dubbio è se veramente gli piacciano o se le odi da impazzire.
Lui paga le donne per averle, diciamocelo chiaro: fa loro regali, o le mette in ruoli di potere, ma solo se belle e disponibili. Qualcuna ormai un po' invecchiata potrebbe sembrare fuori dai suoi schemi, ma se poi si va a vedere le foto di qualche anno fa... gran gnocche! Tipo la Brambi... ora è una specie di agone rinsecchito con la parrucca stile Jessica Rubbit, ma qualche anno fa, quando ha iniziato a lavorare in mediaset era provocante e avvenente. Gli indigeni dicono di votarla per le tette... la politica si sa è in crisi, ma evidentemente anche l'industria dell'occhiale!
Due considerazioni vanno però fatte: una può avere una duplice visione: Ruby dice di essere stata a casa di papino una sola volta e di aver assistito al "bunga bunga", un ballo sexy dove varie donne dello spettacolo e della politica ballano nude di fronte a vecchietti che sorseggiano champagne e viagra... le male lingue dicono sia interpretabile come istigazione alla prostituzione, ma diciamocelo, quell'uomo con il suo cuore grande grande voleva spingerla a smettere: come può una ragazza giovane e piacente accettare una tale barbarie? Pensare di accontentare le voglie sessuali di grinzosi ottantenni in cambio di regali e soldi che potrebbe facilmente avere frequentando discoteche milanesi strapiene di figli di papà.
Che poi il caro Silvio abbia detto di rilasciare la ragazza perché nipote di Mubarak è forse l'aspetto più inquietante di tutta la vicenda! Come fa un capo di stato a dire una bugia così grande nella speranza che non si venga a sapere? Un presidente, non un ministro o che so il suo caro amico Gheddafi... Coma diamine fa a essere così spudorato?
E tanto per cambiare l'unica cosa che viene in mente è: "Che vergogna!"

mercoledì 20 ottobre 2010

La TV: un'arma per assopire i cervelli e governare meglio.


Ieri è uscita la notizia che il programma di Fabio Fazio in collaborazione con Saviano aveva problemi di cachet troppo alti. Quel comunista di Benigni aveva chiesto 250.000euro! Poi salta fuori che Robberto (per dirla alla Loren) andrebbe anche gratis e allora la crisi da finanziaria diventa di nervi e i vertici RAI non sanno più che fare, i contratti non li stipulano, ma vogliono che vadano in onda. Ah sì. grazie, va bene che Fabio Fazio è bravo, ma una trasmissione intera con solo loro due (Fazio/Saviano) sarebbe ben poco accattivante e lo sanno bene i signori che stanno cercando qualsiasi mezzo per salvare capra e cavoli: farli andare in onda, ma senza che la gente li guardi.

Chissà come mai i problemi di contratto, di costi li hanno solo trasmissioni che possono dare fastidio al premier, le altre le minchiate o le trasmissioni di "destra" possono spendere come vogliono i soldi pubblici. Tipo, dopo tutta la polemica sul caso Sarah Scazzi: il circo mediatico che sta esagerando, la gente che va in pellegrinaggio per vedere il luogo dell'uccisione... Vespa si è fatto costruire il plastico della villetta. Tra un mese porterà in studio questa e quella di Cogne e dimostrerà quanto sono simili le due case, portando come ipotesi "l'architettura che influenza la mano assassina"? Oppure, altro esempio, volete dirmi che i costi di San Remo sono inferiori? Eppure visti i flop degli ultimi anni della maggior trasmissione canora italica, forse forse dovremmo pensare a tagliare se non l'intera manifestazione, perlomeno qualche ora o giornata in programma.

Notare che si parla solo della RAI, della tv pubblica, di quell'istituzione che dovrebbe portare cultura nelle case italiane e non solo cultura di centro-destra, cultura in generale, garantire l'informazione plurale, non solo quella gradita al governo. Quante volte abbiamo parlato di cultura e televisione? Purtroppo una nota di merito al signor Berlusconi la dobbiamo: è stato abile ad assopire le menti degli italiani, dagli anni ottanta ad oggi è riuscito in quello che ora si può vedere come chiaro intento di rimbambimento della popolazione a suo uso e consumo. Se gli italiani fossero meno rimbecilliti da undici anni di grande fratello forse sarebbero già scesi in piazza a mandare a casa questo governo che ci sta portando alla rovina, invece... inizia il grande fratello e milioni di italiani stanno incollati a vedere chi c'è nella casa, a scommettere su chi sclererà prima, chi farà sesso con chi, chi è carogna e chi buono, ecc ecc. Senza rendersi conto che chi c'è lì dentro non è lì per caso sono lì perché degli psicologi hanno analizzato chi mettere per ottenere il massimo degli ascolti, le liti migliori! E la gente sta lì col cervello in panne come la mia auto in un giorno di pioggia, peccato che lei se la spingo poi riparte, i cervelli di molti sono invece ormai da rottamare, speriamo continuino gli incentivi!

venerdì 15 ottobre 2010

Libertà è anche manifestazione!


Oggi a Lecco ci sarà una cena per 500 delegati italiani e non, capeggiati dalla ministra Brambilla, il fine di questa parata è il rilancio turistico della città. Fin qui tutto bene, visti i problemi economici degli ultimi anni, l'evoluzione turistica potrebbe essere la scelta giusta per un rilancio dell'economia lecchese. Peccato che per fare questa cena venga chiusa al traffico metà Lecco e badate bene, non solo traffico automobilistico, ma anche pedonale. Insomma se oggi dovete passare per Lecco state attenti: se siete in macchina sarete costretti a passare dalla parte "alta" della città, se siete a piedi non avvicinatevi al centro di Lecco o come è stato promesso ad alcuni esponenti politici dell'opposizione: "verrete blindati". Insomma, lasciate che la ministra-reggicalzata faccia il suo show e non rompete le scatole! Peccato che questa chiusura abbia portato i negozianti del centro a reagire alla blindatura affermando (giustamente) che così facendo fanno loro perdere una giornata di lavoro, in un momento, come già ho detto, non roseo per l'economia. Ma consideriamo anche il fronte libertà personale. Perché noi cittadini non possiamo avvicinarci alla nutrita delegazione? Perché ormai si limita la possibilità a manifestare il dissenso? E' ovvio che l'opposizione avrebbe voluto dire qualcosa e una manifestazione simile avrebbe avuto un ottimo eco mediatico, per cui? Minacciamo i probabili contestatori? Dov'è finita la democrazia? Dov'è finita la libertà di manifestazione? Mi sembra di dominio pubblico la deriva antidemocratica del nostro paese, ma chi è contro, chi vorrebbe far sentire la propria voce lo deve fare in silenzio, senza disturbare i teatrino dei nostri governanti, liberi di improvvisare comizi o, come in questo caso, di chiudere completamente una città. Nel momento in cui ci sono all'orizzonte manifestazioni, i nostri governanti fanno terrorismo psicologico, segnalando presunti problemi di violenza a cui potrebbero andare in contro i manifestanti con il chiaro fine di "far passar la voglia" ai moderati che vorrebbero scendere in piazza, ma che temono scontri con la polizia. Polizia che in caso di presunta necessità non attende un attimo in più e aprofitta per alzare i manganelli su chi ha di fronte. Genova è stato l'inizio, da allora ognuno di noi quando deve scendere in piazza un po' di timore lo prova. Ricordo che alla partenza del pullman che ci portava a Roma il 23 marzo 2003, i delegati CGIL distribuirono una kefiah raccomandandoci di non provocare e che se ci fossero stati problemi con la polizia di non attendere, scappare e basta. Fortunatamente non ci furono scontri e tre milioni di lavoratori manifestarono pacificamente in difesa dell'articolo 18, ma dentro ognuno di noi c'era la paura di prendere botte se qualcuno alzava più forte la voce.

Ieri sera ad "Anno zero" Santoro ha cantato "libertà è partecipazione" di Gaber, seguito dal governatore della Lombardia Formigoni, cari, capite il senso del testo della canzone e lasciateci liberi di partecipare e se necessario anche di contestare. Ricordatevi che se lasciate che la gente parli la gente parlerà soltanto, se ci soffocate noi urleremo, se ci limitate con la forza, la reazione sarà per forza violenta: è un principio fisico: ad azione corrisponde reazione.

domenica 19 settembre 2010

Tramontiamo il "sole delle alpi"


Dopo le proteste di ieri e l'intervento del ministro dell'istruzione pensavo che la questione della scuola di Adro fosse risolta e invece il sig. sindaco oggi è intervenuto dicendo che toglierà il "sole delle Alpi", meglio conosciuto come il simbolo leghista solo se a chiederglielo sarà Umberto Bossi.
Tanto per cominciare mi chiedo perché un ministro della repubblica sia intervenuto con tanto ritardo e abbia aspettato che la gente scendesse in piazza per timidamente bussare sulla spalla del primo cittadino e chiedere di togliere le centinaia di cerchietti decorati da un edificio scolastico pubblico. Ritardo sostanziale per due motivi: il primo è che finché i ragazzi saranno a scuola voglio vedere come faranno a grattarli via dai banchi, dalle sedie e dai vetri e in secondo luogo dopo i soldi spesi per farli, adesso l'amministrazione ne spenderà altrettanti per levarli, come se fossimo in un momento di benessere economico. Ridicolo poi che il sanetur e Maroni siano intervenuti dicendo che forse era il caso di fermarsi all'intitolazione della scuola a Miglio e magari a un bel cerchio grande e ben visibile, ma esagerare come si è fatto ad Adro è troppo anche per loro.
Già ne abbiamo parlato tante volte ma una volta di più mi chiedo come si possa accettare che al governo possano esserci questi arroganti. Come siamo arrivati ad un livello culturale così basso da votare (anche con stragrande maggioranza) la lega? Gente che crede di avere il diritto di insultare e mettere le mani addosso a chi (provocatoriamente) gira per strada con la bandiera italiana . Colmo dei colmi poi il fatto che la polizia, al posto di identificare e fermare i violenti, ha reagito contro chi "difendeva" lo stato italiano.
Gente che urla Roma ladrona e non si rende conto che, tanto per fare un esempio tra tanti: "er Trota" prende 22.000 euro al mese solo per essere il figlio di Umberto Bossi e non per particolari capacità, basta sentirlo parlare per avere attacchi di ilarità o vomito a seconda della propria sensibilità.
Continuo a chiedermi com'è possibile che ci siamo bruciati così tanti neuroni, poi accendo la tv e il mio cervello va in tilt sentendo discussioni di un'inutilità incredibile e mi rendo conto che se la gente è abituata a un simile livello, beh capisco perché poi va in loop quando qualcuno cerca di farli ragionare.
Da dove cominciamo? Come facciamo a svegliare le menti ormai in coma profondo? Come possiamo pretendere di mandare a casa questi mentecatti se la gente con occhi a palla vede solo verde? Se sente un ragionamento un po' più aperto, come i tori vede rosso, scalcia, sbuffa e urla solo insulti, chiudendo i boccaporti e rimando fermo immobile su idee non proprie, ma inculcate da chi gliele urla a suon di sberleffi e volgarità.
Come facciamo a far tramontare per sempre il "sole delle alpi"?

sabato 18 settembre 2010

La morte è uguale per tutti


Ieri un paracadutista è morto in Afganistan, il trentesimo italiano che cade in questa che ancora viene chiamata missione di pace, ma che di pacifico ha ben poco.
Come ogni volta che muore un militare il grande cuore italiano batte all'unisono, ci si stringe verso la famiglia e lo si seppellisce con le massime onorificenze.
Oggi però un fatto strano è accaduto: la curva del Livorno, durante il minuto di silenzio non è stata zitta, ha fischiato provocando ovviamente un boato di polemica. Il sindaco di Livorno li ha tacciati di essere irrispettosi verso la vita. La vita? Ma andiamo un po' più a fondo nella questione, parliamo di vita, ma perché dobbiamo onorare un militare, morto violentemente, all'estero, ma anch'egli sul lavoro, come ogni giorno accade in Italia a lavoratori la cui vita è dignitosa tanto quanto quella dei soldati in forza al nostro esercito. Perché quando muore un lavoratore il suo nome scompare, diventa solo un numero da aggiungere alla lista delle morti bianche, alla mera statistica, nessuno gli fa onore e lo si sotterra nell'indifferenza generale? Eppure anche i lavoratori sono esseri umani, anche gli operai fanno servizio per il bene comune, che differenza c'è tra loro e i militari? Perché gli operai devono sentire ogni giorno porcate come quella di Tremonti che dice che la legge 626 è un lusso e nel contempo vedere che chi ha scelto di imbracciare le armi viene onorato? Io non credo che ci siano persone di serie A e persone di serie B: siamo tutti esseri umani, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, non importa che lavoro facciamo, non importa il colore della pelle, non importa se maschio o se femmina, siamo tutti degni di rispetto, dobbiamo piantarla di farci gettare fumo negli occhi da questo governo di burattini in mano al sig. Berlusconi che non fa nient'altro che dimostrare che gli uomini devono usare la forza e le donne l'avvenenza per avere ragione. Stiamo degenerando tutti: semplifichiamo i fatti, vediamo solo la buccia, non andiamo al nocciolo, ci preoccupiamo solo di come si fanno le cose e non del perché le si fanno. Se ricominciassimo ad ascoltare ci renderemmo conto che i leghisti dicono le cose bene, ma dicono una sequela di cazzate. Che al governo abbiamo farlocchi intenti a soddisfare il premier nelle sue richieste più astruse, a farlo rimanere fuori dal carcere, che firmano leggi senza nemmeno sapere cosa c'è scritto, che se ne fregano dei lavoratori perché sono troppo impegnati a preoccuparsi delle aziende del capo. Non abbiamo un ministro dello sviluppo economico da 137 giorni e speriamo che l'economia riparta, senza renderci conto che di sviluppo se ne stanno occupando, ma non di quello dell'Italia, quello del loro conto in banca. Rendiamoci conto di una cosa: il divario tra ricchi e poveri è sempre più ampio e insanabile, solo che ci tengono buoni con programmi tv sempre più volgari e da cerebrolesi. Chi si lamenta viene accusato di essere comunista o di non avere sensibilità, picchiato e insultato, passato sotto silenzio se possibile, un po' come si faceva durante il ventennio, ma che ci caschino anche quelli di centro-sinistra è grave: cerchiamo di ragionare prima di sparare la prima cosa che ci passa per la testa!

Mamme alla deriva


Mia figlia ha tre anni e mezzo e questa settimana, finalmente, ha iniziato la scuola dell'infanzia. Sarà che ha già frequentato per due anni l'asilo nido, ma non ho avuto un grosso disagio nel lasciarla a scuola da sola.
Dico questo perché mi sono trovata di fronte a madri piangenti e deliranti nel momento in cui hanno dovuto staccare dalla gonnella il pargolo adorato. In effetti sono già riuscita a farmi riconoscere e odiare: dopo una discussione sulla sofferenza di questi poveri piccoli bimbetti nel dover abbandonare la casetta adorata per raggiungere questo ostile luogo di tortura che sono le materne, mi è uscita la frase caustica: "Ma non avete ancora superato la depressione post-partum?" E' uscita dalla mia bocca senza che me ne rendessi conto, ma non riuscivo più a tollerare queste donnine inermi, che tremanti prevedevano l'ospedalizzazione di bimbi in preda a crisi di anoressia e insonnia per l'abbandono subito. Già le maestre mi avevano avvisato: negli anni hanno spesso vissuto l'esperienza di madri improvvisamente colte da crisi di follia che vagano per la strada di fronte alla scuola piangenti e deliranti. Madri che si nascondono dietro il muro di cinta con l'orecchio teso per poter sentire anche solo un singulto dell'adorato figlioletto e poter così entrare a riprenderlo. Con i miei occhi ho visto le due maestre prendere una il bimbo, l'altra l'essere umano adulto e tirare in direzioni opposte per staccarli e permettere al bimbo di interagire con gli altri compagni di scuola. La madre è rimasta poi fuori dal cancello piangente per un'ora, il bimbo dopo dieci minuti rideva e giocava tranquillo come una Pasqua.
Lo stesso giorno (il secondo giorno di scuola) avevo portato la piccoletta alle 9.00 scoprendo che avrei dovuto portarla alle 10.15, quindi per evitare traumi all'infanta mi chiedono di rimanere almeno un'ora a tenerle compagnia. Con disappunto di entrambe obbedisco, con lei che ogni cinque minuti ripeteva: "Quando te ne vai? Ma te ne vai o no?" Durante quell'ora mi ha stupito una bimbetta che, disubbidendo alle maestre, continuava a correre e urlare. Arriva la madre e la maestra le spiega che la bimba non accetta le regole, che dovrebbe essere abituata ad ascoltare e a fare quello che dice l'adulto. La madre si scusa e conferma la sua difficoltà nel gestire la piccola peste. Il giorno dopo di fronte alle altre madri (in preda alla crisi collettiva) con aria sconvolta esce con:" Ma vi rendete conto che le maestre vorrebbero che io imponessi delle regole a una piccolina di soli tre anni?"
Tutto questo mi fa pensare agli adolescenti fuori controllo: non vorrete dirmi che gli adolescenti sono peggiorati per una deriva genetica, vero? Io sono convinta che questi atteggiamenti morbosi siano la causa delle crisi da teen-ager. Vi rendete conto che un padre si lamentava di aver dovuto chiedere ferie, perché la moglie non era in grado di gestire l'inserimento del figlio da sola? Come si può poi pretendere che la stessa lo educhi? I bambini anche se a soli tre anni sono intelligenti e vedere la propria mamma che scoppia in lacrime al momento del distacco da una parte li fa soffrire, dall'altra gli fa capire che hanno un'arma potentissima tra le mani: la debolezza della madre e statene certi, in un modo o nell'altro la sfrutteranno! Ma le signore mamme con occhi da cerbiattone ferite dicono di non poterne fare a meno... e non si rendono conto che per dimostrare il loro grande cuore stanno rovinando i loro figli e il loro stesso futuro.
Pensateci signore, perché se a sedici anni vostro figlio vi punterà il coltello alla giugulare perché vorrà la nuova versione di play-station... beh probabilmente è per colpa vostra!

lunedì 9 agosto 2010

Violenza per troppa fiducia?


Fa caldo, tempo di vacanze, tempo di feste... tempo di violenze sessuali.
Durante questo weekend due giovani ragazze straniere in vacanza in Italia sono finite in ospedale, dopo aver subito violenza e come ogni volta tornano di moda i commenti a riguardo: dal non si tratta di violenza, al se lo è meritato, al non esageriamo, al tagliamo loro le palle ecc ecc.
Ma pensiamo anche solo al messaggio difforme che ci viene dato dalla televisione e da un premier che continua imperterrito a portare ad esempio ragazze che hanno fatto del loro corpo il solo punto di riferimento per la considerazione di maschi malati. Poi ci stupiamo che abominevoli critici incolpino ancora adesso le ragazze reali di provocare i maschi e di meritare la violenza. Ogni giorno abbiamo di fronte esempi di ocaggine da una parte e machismo dall'altra e ci stupiamo che ragazzini credano di avere il diritto di mettere le mani addosso a ragazze che hanno la sola colpa di fidarsi dell'esempio che viene loro dato.
I primi anni di università avevo un'amica che può essere considerata un esempio di come possono essere diverse le cose: la mia amica era cresciuta in un ambiente estremamente cattolico, quello vero, quello giusto, fatto di rispetto per il prossimo, di preghiera, di sesso dopo il matrimonio. Improvvisamente questa ragazza si è trovata a vivere in un ambiente universitario, dove non ci si preoccupava del giudizio degli altri e se ci si voleva vestire con shorts inguinali e bere litri di birra nessuno si stupiva. La libertà sessuale era la normalità, per noi, non per lei che non si rendeva conto che il vestirsi con miniabiti portava maschietti ormonalmente attivi a provarci con lei, che di norma reagiva urlando e piangendo, di fronte a ragazzi perplessi che non capivano come potesse una ragazza da una parte provocare e dall'altra pretendere rispetto. Noi che lo sapevamo eravamo sempre all'erta perché la maggior parte le dava della stupida e se ne andava, ma alcuni l'avrebbero violentata se non fossimo intervenuti noi amici a difenderla. Quando ieri ho letto che gli amici del ragazzino inquisito per lo stupro di una diciassettenne si sono detti stupiti dell'accusa mossa verso il loro amico (che ha lasciato in un lago di sangue la ragazza, con conseguenti 5 punti di sutura) dicendo che "magari c'è andato giù un po' pesante" ho pensato alla mia amica a quanto anche lei potesse sembrare disponibile e a quanto questo fosse differente dalla realtà.
Non mi va bene che si giustifichino certe cose con l'abuso di alcool e droghe e al fatto che le ragazze si vestono troppo poco. Non si può giustificare un uomo che abusa della propria forza per avere un rapporto sessuale.
Ma noi viviamo in Italia dove la chiesa punta il dito verso le donne peccatrici e provocatrici e che ancora adesso sminuisce il ruolo della donna nella società. Dove il premier continua imperterrito a fare battute maschiliste, portando ad esempio donne la cui unica caratteristica è la bellezza fisica e alla veneranda età di 74 anni fa il latin lover con ragazzine discinte la cui unica preoccupazione è definirsi "escort" non "puttane"!

martedì 27 luglio 2010

Vite da sballo


Oggi il sindaco di San Remo ha dichiarato che se Belen ha fatto uso di droga, nonostante il suo bel sedere, non la vuole più al festival... e alè, andiamo avanti con l'ipocrisia!
Ma per favore, con tutta la droga che gira in qualsiasi ambiente vogliamo nasconderci dietro un fuscello? Scandalizzarci perché qualcosa ogni tanto viene allo scoperto? Se vai a vedere le dichiarazioni rilasciate sull'argomento c'è addirittura chi ha detto che non si poteva mai lasciare il bicchiere incustodito o ci si poteva trovare qualsiasi cosa e ci stupiamo che una starlette abbia ammesso l'uso di cocaina?
Ci sono studi che hanno dimostrato notevoli quantità di cocaina nei fiumi italiani, tanto che alcuni comuni si stanno preoccupando della salute dei pesci... e da dove viene la cocaina? Dagli spacciatori che non sapendo dove metterla la gettano in pasto alle trote? O forse l'uso di questa droga è talmente consueta da inquinare addirittura i corsi d'acqua? E chi la usa? Solo anonimi sconosciuti pieni di soldi annoiati dalla vita di tutti i giorni? Vogliamo proprio spalmarci delle fettone di salame sugli occhi insomma, ma avete visto Corona? Vi sembra uno sano di mente? Vi stupite che faccia uso di cocaina? E cosa credete, che la sua ragazza non lo sappia? Che lui se la spari nelle narici mentre lei sculetta ignara sulla pista da ballo?
Qualche anno fà l'inglese Kate Moss fù immortalata mentre si preparava una dose e lei candidamente ammise che per poter sballarsi doveva fare uso di cocaina dato che per mantenere un fisico filiforme non poteva fare uso di alcool che fornisce troppe calorie per una modella taglia zero. Crediamo forse che il metabolismo sia cambiato o semplicemente la Moss è stata solo troppo distratta (o fatta) quella volta che è stata fotografata?
Suvvia evitiamo l'ipocrisia di chi si stupisce di fronte all'ovvietà e accettiamo l'evidenza di vivere in un mondo drogato!

venerdì 16 luglio 2010

Il diritto di donare


Ho letto la notizia questa mattina e da allora ogni volta che passo su quel titolo, muovo veloce lo scroll del mouse per evitare di pensarci, di ragionare su una cosa che già a prima vista mi fa girare le scatole!
I gay non possono donare il sangue, cioè in un momento in cui le banche del sangue sono a corto, se uno si dichiara gay bisogna rinunciare alla sua generosità perchè la sera al posto di portare a letto una persona dell'altro sesso, se ne porta una, magari da anni la stessa, ma dello stesso sesso! Ah... intelligente!
Mi chiedo perchè si debba necessariamente far passare il gay per una persona che ama il sesso promiscuo, il tradimento, l'orgia... i virus, i batteri, lo schifo...
Io credo che ognuno di noi abbia un lato gay e più se ne prova orrore, meno si è sinceri con se stessi. La sola invidia verso un essere del proprio sesso è indice di omosessualità, alla fine piace a noi, non ad altri e secondo me molte persone fanno di tutto per nascondere a se stesse di provare attrazione verso qualcuno del proprio sesso!
Mi spiace molto che il dialogo su certe cose non riesca mai a partire, più per la teoria delle tre scimmiette che per altro... molte persone preferiscono fare la battuta di rito sull'omosessualità e riderne piuttosto che affrontare il discorso con un minimo di empatia. Ma l'empatia per molti non esiste, esistono solo le regole scritte, come il matrimonio.... e il matrimonio lo fanno un uomo e una donna, così dice il saggio... e che diamine! Uomo ama donna, uomo sposa donna, donna fa figli, uomo lavora, figli crescono, uomo muore, donna muore, vita felice. Tra un po' ricominciano a vendere clave per poter mantenere le tradizioni dei nostri avi!
Ma nel frattempo rimarremo sempre fermi alla violenza omofoba, aiutati anche da istituzioni che continuano a portare avanti una cultura maschilista, o come meglio dice il termine spagnolo: "machista", chiaro no? La femmina gnocca seminuda che fa la deficiente con il maschio troglo e tutto muscoli, l'accoppiata vincente... Il gay stona... la lesbica dà sui nervi... facciamo finta che non esistano e se esistono e non lo nascondono... eliminiamoli! Che bella che sta venendo st'Italia... un bijoux!
Anni di storia rigurgitati nel cuore del mediterraneo. Il tentativo di eliminare lo stato italiano, rivendendone anche il territorio!

giovedì 8 luglio 2010

Centri sociali relegati


Sono in un periodo un po' pesante, penso molto scrivo poco... ma oggi vorrei fare una noticina a una notizia percepita su un tg nazionale: la polizia alza i manganelli con la scusa dell'infiltrato. Mi sembra una notizia ovvia, non per tornare sempre al solito G8 di Genova, ma ai tempi si parlava di "black bloc" ora si parla di "ragazzi dei centri sociali". Una domanda sorge spontanea, credo: "che colpe hanno i ragazzi dei centri sociali per pigliarle sempre e comunque?", questo mi domando! Conosco abbastanza da vicino il mondo centri sociali e mai ho trovato pazzi guerrafondai, semmai dei centri di aggregazione giovanile differenti dall'oratorio! Centri dove al posto di parlare dei pettegolezzi sugli altri ragazzi, si parla di politica, musica e cultura. Capisco che questo dia fastidio al nostro governo che punta tutto sulla "pecoronaggine" dei propri sudditi, ma arrivare alla repressione armata mi sembra lievemente eccessivo.
Lasciamo perdere la leggenda che chi va nei centri sociali sia un fattone: li ho frequentati da quando avevo sui 15 anni e mai nessuno mi ha offerto qualcosa di più forte di una birra! Eppure chi non frequenta l'oratorio spesso non ha posti migliori dove andare a riunirsi, cos'è devono stare a casa a friggersi il cervello con la tv?
Sono i piccoli segni da notare, quei piccoli cambiamenti, quelle sottili ironie, quelle soavi bugie, quelle cose che all'inizio non senti, poi ci pensi, colleghi con altre note, con altre fotografie e ti rendi conto che una parte della tua vita se n'è andata per sempre, perché chi ci comanda ha deciso di eliminare quello che gli dà fastidio: la scuola pubblica, la sanità pubblica, le ferrovie, la libertà di stampa e opinione... tutte aree che con piccoli tagli, piccole manovre, grandi svendite ci hanno tolto e difficilmente riavremo.
Non capisco perché ancora taciamo!

sabato 8 maggio 2010

Se non cultura, che facciamo?


Pochi giorni fa Berlusconi diceva che in Italia c'è "fin troppa libertà di stampa", oggi Bondi, ministro della cultura, afferma di non andare al festival del cinema di Cannes perché verrà ospitato il film della Guzzanti "Draquila". Alla faccia della libertà di espressione, come scrive lo stesso Veltroni: "Sarebbe come se i presidenti americani avessero criticato i film sulla guerra nel Vietnam o in Iraq". Torniamo al solito dissertare sul fatto che in Italia non c'è assolutamente libertà di esprimere le proprie idee?
Nel precedente post ho ricordato alcuni fatti che potevano dimostrare la limitazione della libertà di stampa, vogliamo ricordare di artisti che non possono avere visibilità perché autori di satira? Partiamo dai fratelli Guzzanti, quando ricordo trasmissioni come "L'ottavo nano" mi viene da piangere, ora la satira è inesistente o se viene fatta è di qualità infima confrontata alla loro. Ricordiamo poi Luttazzi, rivisto in una trasmissione, chiamiamola televisiva, ma che televisiva non era, proprio perché non era trasmessa alla tv, ma via internet, unica via di comunicazione ancora priva di censura totalizzante. Ricordiamo poi che proprio ieri il Nano aveva attaccato "Parla con me", trasmissione di raitre presentata dalla Dandini, che ovviamente è facilmente collegabile ai già citati fratelli Guzzanti. Insomma non abbiamo diritto di ridere o dobbiamo ridere solo alle battute di terza categoria dei soliti Boldi, de Sica? Possiamo ridere a denti stretti alle freddure sulla politica o dobbiamo solo ridere sguaiatamente di fronte alla volgarità su sesso e tradimenti?
Due sere fa durante una riunione politica ho affermato che secondo me uno dei compiti del centro-sinistra è quello di riprendere in mano il "fare cultura", qualcuno mi ha risposto che non ce n'è bisogno. Eh? Sogno o son desta? Non ce n'è bisogno? Ma se siamo circondati da beati ignoranti che pensano solo al proprio benessere e non sanno nemmeno dove vivono! Io sono assolutamente convinta che il centrodestra ci stia rincoglionendo per poter fare i propri comodi, ma perché vogliamo lasciarli fare, fa comodo anche a noi? A me non sembra! Verissimo che il problema del PD è la comunicazione, dovremmo essere più incisivi, mordenti e prendere esempio da un avversario che dice niente, ma lo dice bene! E' vero che dobbiamo smettere di rispondere a ogni minchiata della lega, perché così non faremmo altro che seguirli sempre arrancando, ma come facciamo a uscire dal nostro guscio? Come attiriamo l'attenzione della gente, non volendo però fare cultura? Organiziamo streap-tease in piazza e sul corpo della donna scriviamo motti? Mettiamo un banchetto al mercato con un fruttivendolo palestrato coperto solo da un gembiulino che incarta la frutta con i volantini del PD? Non so più a cosa pensare!

giovedì 11 febbraio 2010

La tigre e la preda prepagata


Sul corriere della sera online la scorsa settimana era pubblicato un articolo: http://www.corriere.it/animali/10_febbraio_05/zoo-harbin-live-feeding-animali-vivi-pasto-tigri_783db80e-1268-11df-b50d-00144f02aabe.shtml : in pratica pagando dai 4 ai 150 euro si possono avere animali vivi da dare in pasto alle tigri di uno zoo-safari. Dove sta lo scandalo? Io non lo vedo, eppure chi ha scritto l'articolo è sconvolto dalla crudeltà dei gestori cinesi ed ecco spiegato lo scandalo! Se questo businness lo avessero ideato degli europei o degli americani non ci sarebbe stato nessuno scandalo, ma il fatto che lo abbiamo fatto dei cinesi, caspiteronzolina è di una violenza inaudita!
Mi fa ridere che aprendo il video ci sia l'avviso che contiene immagini violente, ma non mi sembra che guardando documentari naturalistici si sia mai avvisato nessuno del fatto che si sarebbero viste immagini di pari "violenza". Tralasciamo il fatto che se accendiamo la televisione su qualsiasi canale a qualsiasi ora, sia molto più probabile imbattersi in immagini molto più crude di un branco di tigri che si mangia un capretto! Poi, scusate, ma se andiamo in un occidentalissimo circo, di violenza sugli animali ne vediamo eccome e non perpetrata da animali affamati sulla loro preda, ma da uomini su animali indifesi! E' molto più normale che una tigre sbrani il proprio pasto, piuttosto che cuochi di ristoranti elegantissimi uccidano le aragoste immergendole ancora vive in acqua bollente! Questa gente che urla allo scandalo, magari poi gode davanti a una fiorentina grondante sangue, veste pellicce o montoni in pelle e si trucca con cosmetici testati su animali. Ma signori avete mai pensato che la fiorentina viene da quello che un tempo era una mucca? Avete mai visto come uccidono gli animali da pelliccia per evitare di rovinare il pelo tanto pregiato? Avete mai visto come testano le vostre cremine sugli occhi di innocui coniglietti? Ma dopotutto questo genere di violenza non si fa all'aperto, lo si fa in luoghi chiusi, al riparo dagli sguardi di donnine e ometti che inorridiscono di fronte a un predatore che soffoca e squarta la propria preda per poi potersela mangiare, peccato che rendere vegetariana una tigre sia impresa alquanto ardua.
Ma la questione secondo me non è il problema violenza, il problema sta nel fatto che chi lo fa è uno zoo cinese, perchè la Cina sta diventando il capro espiatorio di ogni nostro problema economico ed ambientale, dopotutto siamo abituati a dare sempre la colpa agli altri nascondendoci che noi siamo uguali se non peggio!
Beh, nota positiva, il 14 febbraio oltre a essere la vomitevolissima festa degli innamorati, è anche il capodanno cinese e manco a farlo apposta entriamo nell'anno della tigre... il mio anno finalmente.... Roarr a tutti!!!

domenica 11 ottobre 2009

Salto indietro


L'ulima settimana è passata, e non me ne sono accorta!



Sono successe tante cose e di tante cose vorrei parlare, ma tra le tante c'è una questione che emerge più forte delle altre, non perchè la più importante, ma perchè ho visto coinvolte più persone: le donne!



La politica di centro destra considera la donna in politica come sola presenza fisica che possa allieare la vista dei grandi palchi allestiti ad hoc per i grandi capi. La politica di centro sinistra cerca di proporre leggi che portino la parità dei sessi in politica dal punto di vista numerico.



Quello che mi ha maggiormente colpito dello scontro tra il presidente del consiglio e l'onorevole Bindi non è l'arroganza di un uomo che ultimamente sta dimostrado tutta la sua follia, ma di chi nonostante tutto continua a dargli ragione, giustificando il premier in tutte le sue gaffes. Senza capire che la serie infinita di figure di palta non ci fa fare una bella figura a livello internazionale, dato che i media esteri hanno la libertà di informare i propri lettori.



Ma tornando alla questione femminile... partiamo da un ragionamento semplice semplice: nelle case italiane la televisione viene guardata nella quasi totalità delle famiglie. Le trasmissioni nella fascia di maggior ascolto danno una immagine della donna che è perfettamente identica a quella voluta dal premier in politica, che è quella che vogliono le televisioni, che viene normalmente indicata come esempio di successo in campo femminile! E le ragazzine ci credono!!! Io non ricordo nessuna compagna di classe che avesse come sogno nel cassetto il divenire velina per sposare un calciatore. Io credo che le nuove generazioni non abbiano alcun problema, se non quello di avere il cervello fuso da una cultura dettata appositamente per addormentare le menti degli ascoltatori, che è un po' quello che facevano in preparazione del fascismo bruciando i libri e invitando a lavorare e far figli!


Quello che fa schifo di tutta questa faccenda non è l'offessa sessista, è il contesto in cui è stata fatta! Se un uomo qualunque fa un commento a sfondo sessuale è fastidioso, ma non è importante, la maleducazione è uno standard, ma che lo faccia un premier nei confronti di una collega è vergognoso! (A parte che detto da lui sembra l'urletto della comare zitella!) Senza rendersi però conto che questo quaquereggiare entra necessariamente nel tessuto culturale italiano e si torna al becero maschilismo pre-guerra; oltretutto accettato anche dalle donne che pensano solo a come apparirebbero se le chiamassero alla trasmissione della domenica!


Alcuni telegiornali sono poi incredibilmente allineati e al posto di dare le notizie di cronaca danno quelle di gossip, altri ti dicono esattamente come la devi pensare per essere uno della parte giusta!


Io non me la sento di dare a mia figlia come esempio da seguire una qualunque delle donne che appaiono in tv in trasmissioni di intrattenimento, ma per fortuna mia figlia non guarda la tv!